Posso tornare, come già in passato in mattinate simili, a scraciare su questa luminosa essenza moralizzatrice e misticamente provinciale chiamata Giorno del Signore. E' esattamente questo il ruolo, anche se paradossale, dell'ultimo giorno della settimana (in inglese sunday, giorno di luce): ricordare al corpo l'esistenza dell'anima che, luce bianca sul vuoto del posticcio riposo celeste, converte le menti di noi atei bastardi e in cerca di riconoscenza al silenzioso sguardo di una realtá sovraesposta, priva di imperfezioni, morta come polvere sui sacri scritti.
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domenica 10 febbraio 2013
Posso tornare, come già in passato in mattinate simili, a scraciare su questa luminosa essenza moralizzatrice e misticamente provinciale chiamata Giorno del Signore. E' esattamente questo il ruolo, anche se paradossale, dell'ultimo giorno della settimana (in inglese sunday, giorno di luce): ricordare al corpo l'esistenza dell'anima che, luce bianca sul vuoto del posticcio riposo celeste, converte le menti di noi atei bastardi e in cerca di riconoscenza al silenzioso sguardo di una realtá sovraesposta, priva di imperfezioni, morta come polvere sui sacri scritti.
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