(...) ci converrà registrare i sentimenti (in fondo consueti) che lo invadevano secondo man mano s'allontanava dal centro vivo della casa: una intormentita, malinconica, sognante disposizione, e delusa già prima di qualsiasi possibile illusione, un disperare di sé e dell'avvenire, un accogliere gli aspetti del mondo come dono momentaneo ed ultimamente irrilevante, o simili. « E quando la avrò trovata, » si diceva egli « cosa cambierà? posso da lei aspettarmi salvezza, o può lei medesima aspettarsi da me il cenno che di una ostile realtà farebbe il regno d'una vita non soggetta a morte, morte d'anima innanzi che di corpo? - eccetera eccetera, più o meno insensatamente.


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