sabato 1 dicembre 2012
25 aprile 1962
Quando una troupe invaderà le strade
di stanotte, sarà una nuova epoca.
Perciò: goditi anche questo dolore.
L'idea di fare un film sul tuo suicidio,
tuona nei millenni... si ricongiunge, indietro,
a Shakespeare... è sesso, grandezza
della libidine, sua soavità...
Il protagonista è macellato:
una bolla d'aria gonfia la sua pelle,
potrebbe volare per il terrore.
Una spaccatura gli scende dal palato
allo sterno, e irradia dei tremiti
per tutto il corpo: l'intossicazione
gli buca lo stomaco, gli dà la diarrea.
Suicidarsi, è la più semplice idea
che gli possa venire: entra, frattanto,
in un cinema (son anni che non lo fa,
così, da solo) e sui brevi spazi
del suo spasimo viscerale, ecco,
in montaggio alterno, gli enormi
spazi a colori della pubblicità.
Frigoriferi, dentifrici, gote
sorridenti. Poi andrà fuori.
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